Smartphone, sensori indossabili e App: prospettive e opportunità del “quantified self”

Stiamo vivendo una fase storica in cui l’innovazione ci arriva direttamente nel palmo della mano, attraverso smartphone sempre più potenti che ci consentono di fare attività impensabili fino a pochi anni fa. E le innovazioni più importanti che i grandi players della tecnologia hanno introdotto sul mercato riguardano direttamente il rapporto tra web, tecnologia mobile e settore medico, che apre prospettive completamente nuove anche nel rapporto tra medico e paziente.
Il corso del 2014 sta segnando la lenta ma progressiva affermazione dei wearable objects: le cosidette “tecnologie indossabili” come braccialetti, orologi e particolari capi di abbigliamento che integrano al loro interno sensori biometrici collegati ai nostri smartphone. Questi, attraverso specifiche App, possono trasmettere i dati via internet a piattaforme e servizi esterni che consentono di monitorare le nostre prestazioni atletiche e il nostro stato di salute.
L’evoluzione della tecnologia mobile e web, di conseguenza, sta generando un nuovo fenomeno: il “quantified self”, che ha l’obiettivo di abilitare ogni utente al monitoraggio del proprio stato di salute.
Già oggi possiamo fare caso alle persone che, correndo in un parco, indossano uno smartphone sul loro braccio o hanno dei braccialetti con display che indicano le loro performance emettendo segnali luminosi.
Queste tecnologie sono destinate, di fatto, a cambiare le abitudini di milioni di persone, abilitando nuovi comportamenti che costituiscono per i medici una nuova sfida ma anche una buona opportunità per essere informati sullo stato di salute dei propri pazienti e relazionarsi con loro in modo più diretto e costante.
Già oggi il nuovo sistema operativo iOS8 della Apple ha abilitato al suo interno un’applicazione specifica dedicata al monitoraggio del proprio stato di salute. Quest’App è destinata ad integrarsi con i nuovi sensori biometrici che saranno presenti sull’orologio iWatch che uscirà in Italia il prossimo anno, grazie al quale sarà possibile controllare costatemente frequenza cardiaca, pressione e altri parametri, attivando specifici alert nel caso in cui questi risultassero anomali. Già oggi, del resto, la gamma di prodotti iHealth venduti dalla Apple consente di controllare questi parametri attraverso specifiche App.
Lo stesso discorso vale per i dispositivi Android: già da qualche tempo Google (proprietaria del sistema Android montato sulla maggior parte degli smartphone) ha rilasciato il Google Fit SDK: un sistema attraverso cui programmatori e sviluppatori di App possono creare applicazioni da connettere a sensori biometrici.
Tutto questo apre prosettive interessanti su tre aspetti in particolare:
• Il rapporto tra paziente e medico, che attraverso specifiche App potrà essere costantemente aggiornato sullo stato di salute dei propri assistiti;
• Lo sviluppo di dispositivi indossabili con sensori biometrici dedicati in modo specifico anche ai dermatologi;
• La creazione di una grande mole di big data generati dagli utenti, che possono essere utili per il sistema sanitario nazionale ma, allo stesso tempo, aprono nuovi interrogativi a livello di privacy, evidenziando la necessità di stabilire specifiche policy per la riservatezza dei dati.
Questo mondo, insomma, si evolve rapidamente; il compito di questo osservatorio sarà quello di tenervi aggiornati su tutte le novità che possono essere utili per la vostra professione.

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