Medicina Digitale: il favoloso mondo delle App

Il vero cambiamento di una società si intercetta probabilmente nei gesti quotidiani che, nel tempo, si modificano fino ad alterare i ritmi e le abitudini che caratterizzano ogni essere umano.
Parte di ciò che muta nella vita di una persona è il suo approccio alla tecnologia e questo, di conseguenza, influisce nelle scelte che poi lo stesso individuo effettua giornalmente.
Se avete una buona memoria, cercate ad esempio di ricordare la sequenza di azioni che compievate al mattino fino a una diecina di anni fa e confrontatela con quella attuale. Poi provate ad uscire di casa un giorno qualunque, a fare un giro in metro o una passeggiata per strada e infine soffermatevi a guardare quel che vi sta intorno. Scoprirete che almeno il 50% delle persone che vi circonda tiene in mano uno smartphone e che circa il 40% di queste ha lo sguardo fisso sullo schermo, mentre solo il 10% sta usando quell’oggetto per telefonare. Ecco che in una sola immagine si sintetizza un decennio di evoluzioni hi-tech che ci hanno letteralmente stravolto l’esistenza. Ciò risulta evidente anche se si analizza il ribaltamento della nostra vita sociale che di fatto si è trasferita dalla strada alla chat di WhatsApp. E se questa può sembrare un’esagerazione, persino i più scettici ed “analogici” saranno costretti ad ammettere, tuttavia, che il tempo che passiamo con il nostro cellulare si è triplicato rispetto al passato, assorbendo buona parte delle nostre giornate e, ahimé, della nostra privacy. A fare da calamita, comunque, non è più soltanto l’aspetto relazionale, ma anche la comodità di sfruttare certi software “pronto uso” direttamente dai nostri device portatili. Il ventaglio di programmi che arricchisce il nostro telefono, in buona sostanza, favorevoli o meno, ci semplifica oggi la vita, o semplicemente le aggiunge un pizzico di sale.
Andate di nuovo con la mente a ritroso, tornate, ad esempio, al lontano 1994: avreste mai immaginato di poter prenotare un tavolo al vostro ristorante preferito tramite il cellulare? o previsto di poter sapere in tempo reale a che altezza della città si trova l’autobus che state aspettando e quanto impiegherà a raggiungere la vostra fermata?
Questi sono solo alcuni piccoli esempi di ciò che possiamo fare attualmente con il nostro telefono di ultima generazione o il nostro tablet. Ad usare queste diavolerie elettroniche, cui si aggiungeranno tra poco anche gli smartwatch, sono almeno un bilione di persone e a fare la differenza tra tutti i modelli disponibili sono proprio le App, ad oggi oltre due milioni di unità. Considerate le premesse, non c’è da stupirsi se in questa rivoluzione “smart” si sta lanciando anche la medicina. La nuova versione del software Apple per iPhone e iPad, iOS8, ha addirittura inserito una nuova funzione base sui suoi device, “Health” (“Salute”), che aiuta l’utente ad avere una visione d’insieme estremamente chiara sul suo stato di benessere e lo supporta nell’archiviazione dei dati relativi al fitness. Il tutto può avvenire tra l’altro, per la prima volta, con la sinergia di altre applicazioni e sviluppatori esterni. A questo proposito, i software di settore, in generale, sono già moltissimi e sono pronti a scardinare tanti luoghi comuni e rompere molti tabù. La nuova frontiera della medicina è quella appunto di una scienza digitale e in mobilità, destinata a modificare in tutto o in parte il delicato rapporto medico-paziente che presto potrà essere più diretto e fidelizzato. Le innovazioni presentate e quelle in cantiere intendono infatti supportare i consumatori da un lato, migliorare le prestazioni degli specialisti dall’altro. Questi ultimi saranno man mano agevolati nelle diagnosi e nel recupero degli “storici” dei loro assistiti, mentre i pazienti potranno segnalare più facilmente i loro problemi di salute al medico.

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